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Self Bondage 1
di David Stein
inserito da Abatenero - 12/03/2012 - Letto 7021 volte.
“Fatelo da voi”
By David Stein
with Richard Sommers, M.D.
Questo articolo è stato originalmente pubblicato sul numero 47 della rivista  Bound & Gagged
Tradotto dall'inglese e pubblicato su Legami per gentile concessione dell’autore.
Per la versione originale, visitate il sito www.boybear.us
Copyright 1995 by David Stein
 
 
“Self-bondage” può sembrare una contraddizione in termini – tutto sommato, se ti leghi da solo, sarà meglio che tu sia anche in grado di slegarti da solo, il che significa dover mantenere il controllo della situazione e non poter godere appieno della resa totale e della vulnerabilità che essere legato da un partner comporta. Eppure ci sono molte ragioni per accettare questo compromesso. La più ovvia è che non ci sono mai abbastanza bondager capaci ed affidabili in giro, e che la loro distribuzione geografica non è propriamente uniforme, per cui potresti non essere in grado di trovare qualcuno disponibile alla bisogna, ogni volta che hai voglia di un po’ di corde. Se sei un principiante, potresti non essere pronto a lasciare che qualcun altro ti leghi, o troppo timido per chiederglielo. O potresti anche essere un veterano che semplicemente lo vuole fatto “ a modo suo”, qualche volta, – stretto (o lento) esattamente come ti piace, nella posizione che preferisci, e per il tempo che decidi tu. In tutti questi casi, ed in altri, legarsi da sé viene naturale come masturbarsi.
Tranne per il fatto che non lo è. Mentre nessuno ha bisogno di ricevere lezioni su come masturbarsi – anche se ragazzini sottoposti al lavaggio del cervello religioso possono aver bisogno di imparare che non c’è niente di male – il self-bondage soddisfacente è un’arte impegnativa. E mentre farsi le seghe non ha mai fatto male a nessuno, un self-bondage mal concepito o troppo ambizioso può essere il bondage più pericoloso che c’è – molto più pericoloso di una sessione casuale con sconosciuti incontrati in un bar. Così come i masochisti, spesso, torturano se stessi molto più severamente di quel che consentirebbero a chiunque altro, chi ama essere legato spesso si spinge, durante gli assolo, oltre limiti che un partner non supererebbe mai – perché chi può capire le tue fantasie di costrizione meglio di te? Questa sorta di auto-esplorazione può avere un immenso valore nello scoprire cosa ti piace e cosa no, e cosa puoi sopportare, ma può anche condurti a correre rischi del tutto inutili ed irragionevoli.
Per quando sadico un partner possa essere, molto probabilmente saràà intenzionato di liberarti, prima o poi, e se tiene alla sua vita ed alla sua libertà, si preoccuperà anche di fare in modo che tu sia in una condizione passabile quando lo farà. Ma nel self bondage tutto dipende da te; uno stupido errore od una disattenzione, e puoi finire per farti male sul serio, e persino per morire. Il self-bondage è paragonabile al legare qualcuno, e poi andarsene di casa – il rischio di incidenti specifici, da un incendio ad un attacco di cuore ad un terremoto, possono essere remoti, ma quando sei legato senza possibilità di aiuto e lasciato solo, non c’è alcun margine di sicurezza. Se ti leghi da solo in modo che occorra un sacco di tempo e di fatica per liberarti, stai ricreando la stessa situazione.
Questo significa che ti stiamo raccomandando di non lasciarti mai tentare dal self-bondage, esattamente come ti raccomandiamo di non lasciare mai solo un partner legato? Non necessariamente. Restare a portata d’orecchio di un amante o di un compagno di giochi che hai legato non è chiedere molto, ma per molti amanti del bondage non farlo mai da soli sarebbe un sacrificio eccessivo. Se dicessimo “no”, lo faresti comunque – l’abbiamo fatto noi stessi. Perciò, occupiamoci di come può essere fatto nella maniera più sicura possibile, minimizzando i rischi, anche se non possono essere totalmente eliminati.
Esattamente in cima alla lista c’è questa regola assoluta: resta sobrio. Alcol e droghe non vanno d’accordo con alcun tipo di bondage, ma nel self-bondage è assolutamente essenziale avere la mente limpida, perché in questo tipo di scena tu sei sia top che bottom. Come top, devi essere in grado di pianificare e decidere senza menomazioni del giudizio, e, come bottom, devi essere in grado di valutare le tue sensazioni e reazioni chiaramente ed accuratamente, in modo da sapere quando troppo è troppo e quando è arrivato il momento di smettere.
 
L’approccio al Self-Bondage
Ci sono due approcci di base piuttosto diversi al self-bondage, che io chiamo quello “severo” e quello “sensuale”. Nel self-bondage severo, lo scopo principale è ricreare il più possibile l’esperienza di essere sotto il controllo di qualcun altro, letteralmente incapaci di liberarsi. Siccome però bisogna pur essere in grado di liberarsi, ad un certo punto, altrimenti l’esperienza diventa suicida, gli appassionati dell’approccio severo usano svariati meccanismi a tempo per mantenere i mezzi per liberarsi fuori portata di mano per un periodo di tempo predeterminato – ed inalterabile, una volta iniziato. Sinché il tempo stabilito non è trascorso, si è altrettanto impotenti che nell’essere stati legati da un partner capace ed attento – anche di più, perché se le legature diventano noiose o scomode, o persino dolorose, non c’è nessuno che possa essere pregato, minacciato o ammonito da una safeword per indurlo a liberarti. In questo genere di scena, la particolare posizione od il tipo di immobilizzazione sono molto meno importanti del meccanismo di rilascio – ma la necessità di un meccanismo di rilascio a tempo esclude certi tipi di immobilizzazioni, praticamente tutti quelli in cui si usano corde.
Non si può negare l’attrazione che il self bondage severo esercita su chiunque sia eccitato soprattutto dall’impotenza. Sapere di non poterne uscire, qualunque cosa succeda, sinché il tempo non è scaduto, è essenziale per l’eccitazione. Peter Boots, che ha tenuto workshop di bondage sia per GMSMA a New York, sia per SM Gays a Londra, riassume la cosa in questo modo: “ Se puoi liberarti in qualunque momento, perché sbattersi a farlo?”. Ma non si può neanche negare la rischiosità del self-bondage severo. E più è difficile liberarsi, più è rischioso.
Il self-bondage sensuale, d’altro canto, fa al caso di chi ama sopratutto la sensazione dell’immobilità e della costrizione, a prescindere da quanto sia facile liberarsi. Prendendo me stesso ad esempio, io amo la sensazione di portare costrizioni d’acciaio, come manette o ceppi alle gambe, e talvolta li indosso soltanto per stare sdraiato a lasciar andare la fantasia, oppure durante i lavori domestici (mentre scrivo queste parole, porto pesanti manette, ferri alle gambe ed un collare d’acciaio). Nulla toglie al mio piacere il fatto che le chiavi siano a portata di mano. Quando il mio compagno è via, talvolta trascorro la notte dormendo in catene che mi sono messo da me, lasciando le chiavi al lato del letto.  Per Peter, che ugualmente ama dormire bloccato, essere in grado di liberarsi in qualunque momento rovinerebbe tutto: non è soddisfatto a meno che non sia impossibilitato a liberarsi sino al mattino.
Il self-bondage sensuale può sembrare privo di rischi in confronto a quello severo, ed in larga misura lo è. Se ti limiti ad indossare delle manette con le mani davanti, non c’è molto che possa andare storto - a meno di non stringere le manette tanto da rendere insensibili le mani, e quindi impossibile infilare la chiave nel lucchetto quando ne vuoi uscire. Ma se ti ammanetti con le mani dietro la schiena, sarà bene che tu sia abbastanza agile da afferrare e manipolare le chiavi all’indietro ed alla rovescia, ed abbastanza abile da farlo senza guardare cosa stai facendo, altrimenti potresti restare bloccato. E se ti metti un morso od un bavaglio prima di indossare le manette (o qualunque altro tipo di blocco alle mani), il rischio comincia ad aumentare e può avvicinarsi a quello del self-bondage severo. Se cominci a soffocare a causa di un bavaglio mentre le tue mani sono legate dietro la schiena, potrebbe non fare differenza riuscire a liberarsi in cinque minuti od in cinque ore.
Questo suggerisce un’altra regola assoluta: mai unire il controllo del respiro al self-bondage. L’auto-asfissia è uno dei più seri pericoli delle scene di self-bondage. Se proprio devi usare un bavaglio, usane uno che puoi togliere anche senza usare le mani, o spingere via con la lingua, o almeno uno che ti consenta di respirare in ogni caso, se necessario. Prendi in considerazione di non usare un bavaglio se la posizione in cui stai pianificando di metterti è faticosa, o se ti piace rotolarti e trascinarti in giro lottando contro le legature: ansimare e sbuffare con un bavaglio in bocca non è né divertente né sicuro. E fai molta, molta attenzione a qualunque cosa metti intorno al collo. Se può stringersi sotto tensione, come un cappio, è comunque insicuro, e persino un collare lento può essere pericoloso, se è fissato ad un punto inamovibile, come un muro, e tu non lo sei. Anche cadere dal letto può essere fatale se il guinzaglio del collare è corto.
Le Basi
Prima di tutto, impara a conoscere a fondo la tua attrezzatura e le tue capacità. Prova ogni singolo pezzo del tuo armamentario singolarmente, prima di usarli tutti assieme in una scena, fai pratica indossandoli e togliendoli, ed impara a farlo al buio. Studia come sono costruiti, in modo che se qualcosa va storto, tu ne capisca i punti deboli. Fai pratica nel mantenere diverse posizioni – gambe divaricate, braccia sopra la testa, braccia dietro la schiena, e così via - più a lungo che puoi senza bloccaggi; in questo modo saprai esattamente sino a che punto puoi sforzare i tuoi arti, e quando e dove cominceranno a farti male quando sarai realmente bloccato. Puoi pensare di sapere già tutto grazie alla tua esperienza di bottom, ma non è la stessa cosa. Quando sei il top di te stesso, è anche troppo facile finire per mordere più di quello che puoi masticare.
Qualunque cosa applichi a te stesso, che siano delle semplici manette od un sacco per mummificazione, deve essere qualcosa da cui tu puoi uscire fuori – non io, non Peter, non il tuo compagno di college che è diventato un mago dell’evasione. Ricorda che quel che si indossa facilmente può essere difficile da togliere. E’ facile far scattare le manette, ma anche solo tentare di far entrare quella piccola chiave nel foro giusto può essere estremamente frustrante, una volta che le tue mani siano diventate intorpidite o doloranti dopo qualche ora di immobilità – specie se hai dimenticato di indossare le manette con le serrature rivolte verso il basso, dalla parte delle dita. Se hai fretta o sei nel panico può essere impossibile, e se fai troppa forza con manette economiche e mal fatte ti può capitare di spezzare la chiave dentro la serratura. Le manette unite da una barra rigida invece che da una catena sono una scelta estremamente rischiosa per il self-bondage – dato che sono progettate per essere difficili da togliere persino avendo la chiave. Se tendi ad essere comunque maldestro con le mani, limitati ad usare attrezzi che si chiudono con fibbie, molle o grossi lucchetti e non pretendere di maneggiare nulla di così piccolo come una chiave per manette.
Pensa a qualunque cosa possa andare storta e prendila in considerazione, prima di chiudere il primo lucchetto “sul serio”. Una chiave può scivolare da qualche parte fuori mano – fissala con un legaccio a qualcosa che puoi sempre raggiungere, o deposita due chiavi identiche in due posti diversi ma ugualmente accessibili. Un nodo può stringersi e bloccarsi – assicurati di poter raggiungere (ed usare) un coltello affilato, un taglierino o delle forbici industriali. (Le normali forbici di emergenza sono ottime per tagliare bende e roba simile, ma non riescono a tagliare corde robuste o bracciali in cuoio). Se il tuo telefono ha i tasti per le chiamate rapide, assicurati che uno dei numeri programmati sia il 911 (o il numero equivalente nel tuo paese), e se possibile tieni il telefono a portata di mano durante la scena. “Anche se bloccato in piedi” nota Peter “posso sganciare la cornetta col piede e premere uno dei tasti di emergenza con l'alluce per chiamare un amico o il 911”. Peter raccomanda anche di mangiare e bere poco prima di una scena solitaria (che è un buon consiglio per qualunque scena di bondage o SM.)
La maggior parte della gente, probabilmente, usa le corde per i primi esperimenti, perché sono economiche e facili da trovare, e non provocano domande imbarazzanti se qualche estraneo le scopre tra una sessione e l’altra. Ma anche se è certamente possibile legarsi con le corde e liberarsene quando si vuole, è anche facilmente possibile restarne imprigionati. Nel corso degli anni, le pagine di Bound & Gagged si sono riempite di storie di gente che si è legata con le corde e non è quasi riuscita a venirne fuori.
Le corde sono intrinsecamente imprevedibili perché la maggior parte dei nodi si stringe quando si tira sulle corde e perché le corde passate intorno al corpo possono scivolare flettendo e rilassando i muscoli. Nodi facili da sciogliere all’inizio della sessione possono diventare inesorabilmente duri dopo un paio d’ore passate allegramente lottando contro le legature. I nodi scorsoi sono particolarmente infidi; la stessa qualità che li rende facili da usare per legarsi, li rende anche difficili da sciogliere. Una manovra comune, ma molto pericolosa, per esempio, consiste nel legare i piedi utilizzando un capo della corda, fare un nodo scorsoio all’altro capo, e stringere il cappio intorno alle mani. Anche senza legare mani e piedi assieme dietro la schiena (ho trattato questo tipo di rischio in un precedente articolo), la trazione dei piedi verso il cappio intorno alle mani è probabilmente sufficiente per stringerlo al punto da bloccare la circolazione e rendere le mani troppo intorpidite per sciogliere il nodo quando ne hai avuto abbastanza.
Troppo Lento, Troppo Stretto, Stretto al Punto Giusto
Una frase chiave per la sicurezza nel self-bondage è: lasciatevi un po’ di margine. Più strettamente siete legati, più difficile sarà liberarvi quando sarà il momento. Fate in modo che le costrizioni che usate conservino, per quando è il momento di uscirne, lo stesso lasco che vi ha consentito di entrarvi facilmente; più elaborato è il bondage, più “spazio di manovra” dovreste lasciare. Questa è un'altra buona ragione per non usare le corde, dato che se le legature non sono tese, non sono neanche bondage, al massimo è macramè.
Manette, polsiere/cavigliere in cuoio, catene e lucchetti sono tutti in grado di bloccare senza stringere. Se sentire gli arti in tensione è importante per eccitarti, Bandana Boy ( che ha scritto molti racconti di bondage per l’antologia porno gay BadBoy sul sito HotBauds) suggerisce l’uso di corde elastiche, del tipo di quelle in uso per il bungee jumping: “Puoi sistemare le corde in modo che quando sei rilassato le corde ti tengano stretto, ma puoi stirarle abbastanza da muoverti un po’, se devi uscirne o prendere una chiave o cose del genere. E le corde elastiche attaccate ai capezzoli od ai piercing possono dare la sensazione di una parte del corpo costantemente sotto tensione senza bisogno di qualcun altro che la regoli”.
Gli elastici da bungee suggeriscono un possibile modo sicuro di usare le corde come parte di una costrizione. Se si è agili abbastanza da realizzare un’imbragatura di corde su se stessi, si possono usare le corde elastiche per fissare vari punti dell’imbragatura, poniamo, a dei ganci fissati alla struttura del letto. Finché si è in grado di raggiungere i punti in cui le corde elastiche si agganciano all’imbragatura, si è in grado anche di uscirne. Naturalmente, una tecnica simile può essere usata anche con un’imbragatura realizzata con catene o con strisce di cuoio.
Un altro approccio semplice e relativamente sicuro consiste nell’usare il peso del corpo per tenere le corde in tensione. Per esempio, ti puoi legare i piedi alla base del letto, e poi scivolare indietro abbastanza da tenere le corde in tensione; quando è il momento di liberarti, ti basta scivolare di nuovo in avanti. Per farla un po’ più complicata, dopo aver fissato le estremità inferiori nel modo desiderato, puoi ancorare la parte superiore del corpo alla testata del letto con una catena on uno strap che passi intorno al petto (attenzione a lasciare il lucchetto o la clip a portata di mano!). Aggiungi delle manette o delle polsiere in cuoio allacciate sul davanti, e puoi restare lì per ore mentre la tua fantasia galoppa selvaggiamente – sempre che tu sappia resistere al desiderio di masturbarti dopo i primi dieci minuti!
Per evitare questo senza un significativo aumento del rischio, puoi bloccare le mani lontano dall’inguine con delle manette fissate alla catena sul petto od al collare, o dietro la testa ad una catena od un occhiello fissato alla testata del letto od al muro. Usa un moschettone, l’anello di una catena o, meglio ancora, un gancio antipanico – qualunque cosa tu possa sganciare facilmente senza usare una chiave. Non c’è niente di pericoloso nel bloccare delle polsiere finché sei in grado di aprirle facilmente; è quando ti immobilizzi bloccando le manette a qualcos’altro, o dietro la schiena, che puoi finire nei guai.
Legarsi ad un letto a gambe e braccia aperte è più difficile che nella posizione ad Y, ma non necessariamente più rischioso se si bloccano le mani in modo da poterle liberare facilmente, anche se intorpidite – usa dei moschettoni invece di lucchetti se le mani devono essere bloccate distanti una dall’altra. (Alcuni moschettoni sono più difficili da manipolare di altri, perciò fai pratica provandoli con una sola mano bloccata alla volta, prima di dover dipendere effettivamente da loro per liberarti). Anche se lasci la chiave del lucchetto a portata di mano, per esempio legata alla stessa catena od occhiello a cui è fissata la mano, in questo tipo di posizione il rischio di non essere un grado di usarla quando ne hai bisogno è molto elevato.
Il self-bondage da sdraiati o seduti è intrinsecamente più sicuro di quello in piedi, perché anche un semplice svenimento – che può essere provocato dalla sovreccitazione o dall’iperventilazione da stress – può essere fatale se sei bloccato in verticale. Se svieni e non puoi cadere (e non c’è nessuno in giro per metterti sdraiato) il sangue si accumula negli arti inferiori, privando di nutrimento il cervello, e causando un danno irreparabile, o la morte, in breve tempo. Questo non vuol dire che svenire sia facile se sei in buone condizioni e non usi droghe, ma a meno che essere legato in piedi sia una delle cose che ti eccitano di più, probabilmente è un rischio che non vale la pena di correre, per lo meno per una lunga sessione.
Andare oltre…
Leggi “Self Bondage Severo” per avere un’idea su qualche specifica tecnica e sulle precauzioni per quel tipo di self bondage dal quale non puoi liberarti prima che un meccanismo di rilascio sia stato attivato. Suggerimento: più è semplice, più è sicuro. Non rischiare la vita con meccanismi complicati che potrebbero incepparsi proprio quando ne avresti più bisogno!


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