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Non Prendiamo I Giudici della Vecchia Guardia Troppo Sul Serio
di Guy Baldwin
inserito da Abatenero - 06/10/2015 - Letto 768 volte.

Chi è Guy Baldwin

Copyright © 1988 by Guy Baldwin. Questo articolo è apparso nel gennaio del 1988 sul numero 112 della rivista Drummer, ed è stato poi inserito nel volume “Ties That Bind” edito da Daedalus Publishing nel 1993. Tradotto e pubblicato su Legami grazie all’esplicito consenso dell’Autore, che ringraziamo. Non esistono edizioni on line di questo articolo cui rimandare per la versione originale, che può essere consultata solo acquistando il volume, ancora disponibile presso l’editore.

 

“ Se non è divertente, non lo stai facendo bene”
Mistress Carolyn

Come se le relazioni SM non fossero già abbastanza complicate, molti di voi, che a quelle relazioni sono interessati, dovranno prima o poi fare i conti con l’eterno problema del purismo. Mi riferisco alla necessità che certa gente prova di giudicare se la tua relazione è “una vera relazione SM”, o se sei un “vero Master” o un “vero masochista” o un “vero schiavo” o se sei “veramente nella Scena”

Certe volte sembra come se qualche grande conclave fosse stato tenuto da qualche parte e che in quella sede fossero stati in qualche modo concordati degli standard di perfezione (provate ad immaginarlo!). Uno potrebbe pensare che a quella adunata un gruppo di persone sia stato scelto per costituire una Commissione, sulla base di qualche sorta di purezza erotico-ideologica, allo scopo di imporre degli ideali di correttezza SM. Le lettere spedite a Drummer nel corso degli anni sembrano confermarlo. Proprio recentemente è arrivata un’altra lettera, scritta da un ennesimo schiavo in veste di Giudice, che criticava la correttezza nella sottomissione di una persona che non aveva nemmeno mai incontrato.

Come terapista, vedo una quantità di spiacevoli conseguenze negative quando chi sta in una relazione, o ne è in cerca, tenta di adeguarsi a degli ideali  stereotipati. Per esempio, uno degli ideali puristi suggerisce che il “vero schiavo” obbedisce a qualunque ordine del suo Master. Nessuno di quei Giudici là fuori ha dovuto sedersi con me nel mio studio mentre assistevo un giovanotto che, volendo ardentemente dimostrare ad un Top di avere la stoffa dello schiavo, si era fatto arrestare per obbedire ad un ordine irresponsabile.

C’è anche una qualche nozione, tra i Giudici puristi, che i cosiddetti “veri” Master e/o Top non swiccino mai, nè si sottomettano, o facciano una qualunque cosa “bottom”. Alcuni Giudici certamente aggrottano la fronte quando un Top ordina al suo bottom di strizzargli i capezzoli o di sculacciarlo. Ed i Giudici danno definitivamente fuori di matto quando un Top sposta le sue chiavi1 per entrare in una relazione come bottom.

Ugualmente, i bottom che se ne escono fuori come Top spesso non vengono presi sul serio dagli altri bottom prima che sia passato un decente (?) intervallo di tempo; sono considerati imprevedibili, o inautentici, o qualcosa del genere. Ci sono persino dei Giudici che disapprovano i Top per aver baciato il loro bottom.

E’ allo stesso tempo spassoso, ironico e deprimente rendersi conto che alcuni, nella scena SM leather, usano la stessa opprimente tattica “tu non sei uno a posto” per standardizzare i comportamenti SM che viene usata da chi è al di fuori della Scena per “normalizzarci”. Viene da pensare che dovremmo averne abbastanza di questi giudizi da fuori della scena SM; sicuramente non abbiamo bisogno di farlo tra noi.

L’ultima volta che ho controllato, ho notato che non c’era un solo modo giusto di fare alcunché. Sembra ci siano un sacco di modi per essere un vero schiavo, o un Master o una rock star o un agente di cambio o qualunque altra cosa. Le relazioni non sono diverse. Il manuale definitivo delle regole non è mai stato scritto, ne mai potrà esserlo. La gamma della variabilità umana è troppo ampia. Il sadomasochismo e le relazioni SM non potranno mai essere inscatolate dai Giudici, non importa quanto possano pontificare.

Solo tu sei qualificato per attestare la correttezza della relazione in cui sei. Dopo tutto, solo tu puoi sapere quali sentimenti provi in quella relazione. Ci sono un’infinità di persone, la fuori, sia gay che etero, che vivono relazioni cosiddette “corrette” e che capita stiano passando le pene dell’inferno. La miglior cartina di tornasole è se la relazione funziona o no per te, e non se si conforma all’ideale di qualcun altro.

Fatemi spiegare. Ho visto due Master cenare con il loro schiavi a due diversi tavoli nello stesso ristorante. Naturalmente il cameriere ha posto il menù sia davanti al Master che allo slave a ciascuno dei due tavoli. Ad un tavolo, lo schiavo ha preso il menù e lo ha porto al suo Master, senza aprirlo. Il Master ha ordinato la cena per entrambi, e poi l’ha pagata. All’altro tavolo, il Master ha preso il suo menù e lo ha porto al suo schiavo. Lo schiavo ha ordinato la cena per entrambi e più tardi è stato lui a pagare la cena. E’ evidente che ogni coppia Master e slave ha risolto la questione in maniera completamente diversa. Ma sebbene la forma di ciascuna relazione sembri apparentemente opposta, entrambe sono corrette per le persone coinvolte.

Nelle relazioni SM, come nella vita, le cose non sono sempre come sembrano. Questo è quel che rende sia difficile che sciocco giudicare le relazioni. Conosco Top che ordinano ai loro bottom di indossare scarpe da ginnastica nei leather bar come umiliazione – questo significa che quei bottom non sono “veramente nella Scena”? Conosco anche Top veramente sadici che non amano affatto il leather, ma vanno nei leather bar vestiti casualmente con il loro schiavo in perfetta tenuta leather, e poi cominciano a lavorarselo in pubblico. Secondo gli stereotipi della vecchia guardia, dovrebbe essere quello “in borghese” ad essere il bottom, o addirittura un vanilla, ma in questo caso è proprio il contrario. E’ sempre valido quel che si dice dei libri e delle loro copertine.

Se per qualche ragione un bottom ha voglia di indossare a sinistra2, chi può questionare? Magari ha voglia di tenere a bada i giovani Top quella sera, o vuole swicciare per la prima volta. Se un Top vuole infilarsi un anello dove gli pare, deve essere sua prerogativa farlo. Chi lo dice che sia sempre il Top ad avere ragione su qualunque cosa, in una relazione? Sappiamo tutti che i bottom possono in qualche materia avere superiori capacità che i Top saggi non hanno alcuna intenzione di sprecare solo per far vedere chi comanda.

La tua relazione kinky deve essere libera di prendere qualunque forma che sia necessaria a soddisfare le necessità tue e del tuo parther. E quella forma deve anche essere libera di evolvere man mano che cresci e cambi. Chi ha voglia e capacità di essere così libero e flessibile merita apprezzamento per la sua onestà, il suo amore, la sua dedizione ed immaginazione. I Giudici che puntano il dito contro chi adegua la sua relazione al ritmo di un differente tamburo3 stanno soltanto rivelando le scelte che hanno fatto per loro stessi. La variabilità può arricchire la Scena, e faremmo meglio ad incoraggiare la sperimentazione e la diversità piuttosto che rimproverare coloro che si lasciano gli stereotipi alle spalle nella ricerca della felicità e della soddisfazione nel mondo delle relazioni SM.

 

 

Note alla traduzione

1                    Uno dei più comuni ed utilizzati protocolli leather è quello del mazzo di chiavi. Un mazzo di chiavi appeso alla cintura sul lato sinistro denota i Top, indossato a destra, i bottom.

2                    Vedi nota precedente.

3                    Questo è quasi un colpo basso. Qui Badwin fa riferimento ad un famosissimo passo tratto da  “Walden o la Vita nei Boschi”, di Henry David Thoreau, che recita così: “If a man does not keep pace with his companions, perhaps it is because he hears a different drummer. Let him step to the music which he hears, however measured or far away.”, cioè: “ Se un uomo non tiene il passo dei suoi compagni forse è perchè sta ascoltando un altro tamburino. Lasciategli seguire il ritmo della musica che ascolta,  qualunque ne sia il ritmo o per quanto sia lontana”, che è diventata una delle metafore più care ai difensori del diritto alla libera scelta del proprio orientamento sessuale.
Il nome della rivista Drummer, su cui questo saggio è apparso per la prima volta, fa esplicito riferimento a questo passo.



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